GIALLO DI ARCE

SEZIONE GIALLO DI ARCE - OMICIDIO SERENA MOLLICONE

DAL 16 DICEMBRE 2020 SARÀ OPERATIVA LA SEZIONE   DEDICATA AL GIALLO DI ARCE E AL PROCESSO CHE INIZIERÀ  IL 15 GENNAIO 2021 A CASSINO.
La sezione del sito www.cescrin.it è il punto di riferimento, di comunicazione, di contatto e di raccordo fra le attività del Pool di Difesa della famiglia Mottola e i mezzi d'informazione e l'opinione pubblica: in tal modo le attività, le informazioni e le considerazioni del Pool di Difesa e la documentazione processuale saranno visibili a tutti, precise, documentate e verificabili.
Prima di ogni udienza, il giorno stesso di ogni udienza e in quelli successivi il sito pubblica comunicati stampa collegiali e/o personali dei Componenti del Pool, eventuali dichiarazioni degli imputati e quant'altro utile all'informazione obiettiva. In tal modo si rimedierà ai danni prodotti da alcuni “professionisti della disinformazione” e da alcuni avventurieri della notizia gonfiata a ricerca dello “scoop della vita”, i quali hanno ammorbato l'opinione pubblica, la verità e la giusta informazione col veleno della vipera mass mediatica. Tale immondo veleno, del gratuito sospetto, della calunnia soffiata e serpeggiante, dell'accusa non provata ma sparsa ad arte come antrace mediatico-ideologico, ha fatto divenire FALSA CERTEZZA un'ipotesi illogica, contraddittoria e non provata: che Serena sia entrata alle 11 circa dell'1 giugno 2001 nella Caserma CC di Arce e lì essere uccisa da qualcuno (!?) della famiglia Mottola. Un'ipotesi senza riscontri e campata in aria, basata sulle tardive, contraddittorie e incerte dichiarazioni del 29 marzo e 8 aprile 2008 del brig. Santino Tuzi, suicidatosi l'11 aprile, tre giorni dopo la ritrattazione della ritrattazione. Un'ipotesi congetturale “rafforzata” dall'errore logico-matematico-scientifico di avere individuato nella porta della caserma dei Carabinieri di Arce l'arma del delitto: ipotesi che abbiamo di già smontato, demolito e distrutto.
E in questo contesto kafkiano abbiamo assistito alla strumentalizzazione del dolore dei familiari di Serena Mollicone e di quelli del brig. Santino Tuzi per scopi di bottega, per fare carriera, per pubblicare false verità, per farsi illuminare dalla luce dei riflettori, per farsi facile scudo delle sofferenze altrui, a discapito della Verità e della Giustizia: basti pensare che tutti coloro i quali anni fa accusavano ingiustamente il carrozziere Carmine Belli (assolto anche grazie a noi) di essere l'assassino di Serena, oggia accusano la famiglia Mottola  con lo stesso stile, la stessa mentalità e gli stessi metodi. 

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