VENTENNALE DELLA SCOMPARSA DI SERENA MOLLICONE

VENTENNALE DELLA SCOMPARSA DI SERENA MOLLICONE

Dopo 20 anni la scomparsa di Serena il caso è irrisolto: stiamo ancora a zero per causa degli errori e e delle inadeguatezze nelle indagini. Nell'inchiesta dal 2001 a oggi vi sono state molte imprecisioni, forzature e menzogne mischiate a travisamenti e ad errati apprezzamenti investigativi.
Un pensiero di solidarietà per i famigliari di Serena, ai quali ricordiamo che se non ci fossimo stati stati noi del CESCRIN sarebbe stato condannato l'innocente Carmine Belli con ulteriore oltraggio alla memoria della ragazza. E se Belli fosse stato condannato sarebbe stata anche “merito” loro e dei loro legali, in quanto anch'essi allineati a chiedere con ostinazione la condanna di Belli.
Chiediamo ai famigliari di Serena (1) di non perseverare nell'errore di seguire sempre e comunque il percorso degli Inquirenti perché continuerebbero negli errori; (2) di fare attenzione alle varie sirene che li attorniano per sfruttare e strumentalizzare il loro dolore e/o per nascondere le proprie negatività: giornalai, pseudoesperti, cercatori di pubblicità sul dolore altrui, soggetti con complessi di colpa, falsi pentiti...
Ricordiamo anche che esistono le impronte digitali dell'assassino (quelle lasciate sul nastro adesivo che legava Serena) e che queste non sono né di Belli, né dei Mottola e degli altri imputati.
Ci auguriamo che le ricorrenza del ventennale della scomparsa di Serena  e dell'anniversario della morte di Guglielmo non siano l'ennesima occasione per “sponsorizzare” l'impianto accusatorio del processo in corso contro la famiglia Mottola e i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quattrale, lanciando messaggi subliminali di certezza di colpevolezza dei suddetti. 
Inoltre, nelle esternazioni della duplice ricorrenza non vediamo cosa possa entrarci la famiglia del brig. Santino Tuzi, perché se questi ha nascosto per sette anni l'entrata di Serena in caserma fra le 11 e le 11:30 del 1° giugno 2001, il suo comportamento è GRAVISSIMO per tutte le implicazioni che comporta, anche in virtù del fatto che la sera ha incontrato in caserma Guglielmo Mollicone che denunciava la scomparsa della figlia ed ha taciuto; se invece ha riferito un evento non vero... il fatto si commenta da solo. Sarebbero meglio il silenzio, la modestia e il riconoscimento degli errori del brigadiere.
Noi faremo di tutto per fare trionfare la Verità e la Giustizia e per fare individuare l'assassino di Serena Mollicone, anche perché non siamo innamorati di alcuna intuizione, di alcun sospetto e di nessuna ipotesi: lo dimostrammo con Belli, lo stiamo dimostrando coi Mottola, lo dimostreremo sempre.
Carmelo Lavorino, direttore del CESCRIN, portavoce del Pool di Difesa della Famiglia Mottola

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